In questa nuova esplorazione urbex siamo entrati in quella che probabilmente è una delle ville in decadimento più belle d’Italia: la villa C. abbandonata
Vorrei partire direttamente dall’interno, dove sono rimasto stupito dal suo impatto maestoso e ordinato. La villa si sviluppa su tre piani fuori terra, mentre nel piano sottostante troviamo delle grandi cantine decorate finemente. Non manca anche una piccola chiesetta ad uso privato ed un caseggiato utilizzato dai custodi. Troviamo anche quella che sembra essere una piccola autorimessa e una serra adibita a vivaio.
Quello che possiamo vedere oggi è quindi il risultato di due rifacimenti successivi di un originario castello.
Anche il parco retrostante la villa doveva essere bellissimo, con una piscina di abbellimento e con i suoi grandi viali. Questi viali fino a pochi anni fa erano fiancheggiati da imponenti Pioppi che, nel 1996, sono stati abbattuti perchè malati. Si può comunque dire che le sue mura e il suo bellissimo parco non sono solo carichi di sensazioni ma anche di storia. La facciata più bella secondo me rimane quella rivolta verso il giardino con il laghetto, una volta ingresso principale. Sul soffitto dell’antica facciata notiamo infatti uno stemma che simboleggia una città dell’alta Savoia.
Dopo una grande ricerca troviamo la magnifica e abbandonata villa M., costruita nella seconda metà del XIX secolo, oggi è tristemente lasciata in uno stato di degrado e abbandono.
Questa villa si sviluppa su tre piani fuori terra, oltre al seminterrato e al sottotetto. Il terrazzo e il portico si affacciano sulla magnifica e imponente valle dove si può trovare una grotta con al suo interno un laghetto e una fontana. Quest'ultima lascia davvero senza parole, fa venir voglia di fermarsi per scoprirla con calma, qui sento che il tempo si ferma e mi ritrovo in totale empatia con la natura.
Quest’estate ho avuto finalmente l’occasione di testare la Sony A7 III, una fotocamera che ha letteralmente preso il sopravvento sulle concorrenti e superato in prestazioni anche le classiche reflex.
Questa è la mia recensione dopo una prova sul campo, precisamente nel mio viaggio in Vietnam, quindi non vedrete foto in macro con dettagli croppati o scatti con ISO differenti ma soltanto i miei pareri dopo una lunga prova.
Rispetto ai modelli precedenti A7 e A7 II, la nuova Sony A7 III è migliorata in tutto, la rivoluzione più grande è il nuovo sensore retroilluminato da 24,2 megapixel oltre all’evoluto sistema di elaborazione delle immagini che rispondono a diverse esigenze di scatto. Durante i miei scatti mi sono potuto rendere conto che questo sensore, anche se con la stessa risoluzione dell’A7 II, garantisce prestazioni eccellenti in condizione di luce intensa e anche in caso di scarsa illuminazione.
La Sony la considera una mirrorless full frame basic, ma non ha nulla da invidiare alle sue sorelle maggiori, anzi le ha rubato le qualità migliori. Forse il salto maggiore è stato il sistema AF e i punti di messa a fuoco che sono arrivati ad essere 693 con rilevamenti di fase, più 425 punti AF a rilevamento di contrasto per migliorare la messa a fuoco. Le prestazioni del tracking AF assicurano nella maggior parte delle volte una precisione continua negli scatti, mi è capitato di avere qualche problema ma abbastanza raramente e in condizione di scarsa luminosità.