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La Giordania che non si dimentica: Jerash e la città perduta di Petra

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La Giordania che non si dimentica: Jerash e la città perduta di Petra

È passato un mese dal mio ultimo viaggio, oggi però voglio parlarvi del nostro tour in Giordania. Città scomparse, racconti biblici e ampi spunti di carattere romantico, questo è un paese che potrebbe vivere di turismo ma è penalizzato dalla cattiva reputazione del Medio Oriente in merito alla sicurezza. Pur essendo circondata da Paesi in tensione come l’Iraq, la Siria e l’Arabia Saudita, la Giordania resta un luogo pacifico tanto da essere conosciuta come l’oasi del Medio oriente.

Un problema serio che influenza il turismo globale è ormai la paura dell’Isis, che uccide la nostra voglia di viaggiare e ci fa rimanere all’interno dei confini nel nostro Paese. Bisogna però rendersi conto che in realtà nessun luogo è immune dal terrorismo. Bisogna imparare a convivere con questa situazione che ci rende fragili. Una cosa è sicura, io continuerò a viaggiare ogni volta che ne avrò l’opportunità, non rinuncerò mai a conoscere il mondo.

Quindi qual è la cosa più pericolosa che potrebbe capitarvi in Giordania? Essere invitati a casa da uno sconosciuto per bere un tè caldo o per comprare qualche tappeto. Questo paese però non si esaurisce in una tazza di tè caldo o in qualche tappeto, è anche la sede di spettacolari siti archeologici.

L’antica città di Jerash

Abbiamo passato soltanto due giorni in Giordania ma è proprio così che ci siamo innamorati di questo Paese. Noi ci siamo affidati all’ostello Abraham che offre una selezione di diversi tour che vanno da itinerari di 2 settimane fino a tour a piedi di poche ore.

Il ritrovo è alle 7 di mattina proprio nella lobby dell’ostello di Gerusalemme. Tempo di salutare il conducente del pulmino e ci siamo fatti strada attraverso la dogana e il centro per l’immigrazione. Il nostro viaggio in questo bellissimo paese era ufficialmente iniziato.

La meta da raggiungere è Jerash definita come “la Pompei del Medio Oriente”. Prima di arrivare a destinazione ero un pò preoccupato, dopo aver visitato la vera Pompei pensavo potesse risultare noiosa e banale, invece no. Mi sbagliavo perchè l’antica Gerasa di epoca romana è uno dei siti archeologici meglio conservati al mondo.

Questo si capisce nel momento in cui si raggiunge l’imponente Arco di Adriano, ovvero il confine tra la città nuova e quella antica. Proseguendo lungo il viale si raggiunge la grande piazza ovale, circondata da 56 colonne in stile ionico era il fulcro nevralgico della città. È davvero notevole come la popolazione giordana si sia presa cura di questo grande gioiello composto da un ippodromo, due templi dedicati a Diana e Zeus, due bagni termali, un Ninfeo e due teatri.

Quello che mi ha colpito di più, oltre la grande piazza, è l’anfiteatro greco che si presenta oggi quasi intatto. Le sedute sono praticamente integre e la struttura ha mantenuto perfettamente la sua acustica, al punto che talvolta, sul palcoscenico vengono messe in scena alcune rappresentazioni teatrali.

Indubbiamente sono sopravvissute altre città romane che vantano tesori architettonici simili, ma Jerash è famosa per l’ottimo stato di conservazione delle sue rovine. Le strutture rimaste intatte consentono agli storici, agli archeologi e anche al visitatore di poter immaginare l’aspetto di questa città in epoca imperiale.

Una notte in tenda nell’accampamento beduino

Se vi trovate nel deserto vi consiglio assolutamente di trascorrere una notte sotto le stelle all’interno di una tenda, in uno dei tanti campi beduini sparsi nel deserto. L’esperienza è abbastanza autentica e questo rende tutto molto interessante, anche se non per tutti. Naturalmente i bagni sono in comune, mentre l’acqua e la corrente elettrica vengono erogate soltanto in determinati orari. Se potete fare a meno delle comodità della società moderna per qualche ora quest’esperienza fa per voi.

Dopo aver ammirato i paesaggi unici e aver cenato, raggiungiamo la nostra tenda nera in lana di pecora con due letti singoli. Il mio consiglio è soltanto di portare qualcosa di davvero caldo per la notte, visto che le temperature scendono di tanto sotto lo zero. Nonostante le quattro coperte, i vestiti che ritenevamo pesanti e aver dormito in due in un letto singolo abbiamo patito il freddo. Quindi arrivate attrezzati.

È comunque un’emozione indescrivibile ascoltare il rumore del vento che muove leggermente la tenda e andare a dormire dopo aver ammirato il cielo stellato.
Il giorno dopo ci si sveglia presto per ammirare l’alba e fare colazione insieme, prima di partire verso Petra.

Petra, una delle sette meraviglie del mondo moderno

Petra, la grande città antica che giace seminascosta nella rocce di arenaria è stata votata nel 2007 come una delle nuove meraviglie del mondo. Certo, la Giordania non è solo questo sito, ma Petra fa sognare ad occhi aperti e lascia senza parole.

La spettacolare città in arenaria fu costruita nel III secolo aC dai Nabatei, una comunità di maestri costruttori che scolpirono palazzi, templi, tombe, magazzini e scuderie nella roccia. La causa più probabile della scomparsa di questa città fu un terremoto, che fortunatamente non fece crollare le strutture più impressionanti di questo sito.

Questo era uno dei sogni di viaggio che avevo da tanto tempo, ma non avrei mai pensato di rimanere così tanto colpito dalla passeggiata che serpeggia verso la città nascosta, il Siq.

Lungo 1,2 km, questa gola è una delle parti migliori di Petra, questo corridoio incantevole fra le alte rocce anticipa le meraviglie che attendono il visitatore più avanti. Non fate l’errore di percorrere il Siq velocemente perchè ha un fascino che merita di essere scoperto, bisogna assaporare il momento finale dell’arrivo al “Tesoro”.

Non accontentatevi, Petra non è solo la piazza del Tesoro, andate oltre. Arrivate alle oltre 40 tombe conosciute come la Via delle Facciate. Da qui si può salire all’Altare del Sacrificio, posto al di sopra di una collina con una faticosa e rapida salita di 45 minuti. Se si dispone di poco tempo consiglio di saltare questa parte e proseguire verso il teatro da 7000 posti. Quasi di fronte al teatro invece potrete notare una serie di gradini che conducono a una spettacolare serie di facciate tombali scavate nella roccia. Queste sono le Tombe Reali e meritano una visita anche per godere di un bello scorcio sulla città.

Tornate al teatro e seguite di nuovo il sentiero principale, superate Qasr Al Bint e i due ristoranti fino a raggiungere il sentiero tortuoso che porta a uno dei monumenti che mi ha colpito di più, il Monastero. Anche in questo caso si raggiunge attraverso una scalinata scavata nella roccia, più o meno per raggiungere la cima ci vanno 45 minuti. Io sono andato verso l’ora di pranzo, però consigliano di salire nel tardo pomeriggio quando il sole colora di rosa l’arenaria.

Una cosa è sicura, potrete aver visto migliaia di foto di Petra ma vi garantisco che vi lascerà lo stesso senza parole.

Qualcosa riguardo Abraham Tours

Per quanto riguarda il tour devo dire che è andato tutto alla perfezione e abbiamo avuto tantissimo tempo libero per godere a pieno dei vari siti. Detto questo è vero, si passa anche tanto tempo sull’autobus, ma rimane uno dei tour migliori per visitare questo Paese. Se dovessi rifare il mio viaggio però sceglierei sicuramente il tour Petra & Wadi Rum di 3 giorni.

Costo del tour da 2 giorni: 1485 ILS (355 EUR) – Costo del tour da 3 giorni: 1950 ILS (466 EUR)

Itinerario di viaggio

  • Giorno 1
  • – 07:00 – Partenza da Gerusalemme (Abraham Hostel) e trasferimento al confine.
  • – 09:00 – Attraversamento
  • – 10:30 – Trasferimento a Jerash
  • – 11:30 – Visita di Jerash.
  • – 13:00 – Trasferimento ad Amman.
  • – 16:00 – Visita della Cittadella se il tempo lo consente.
  • – 17:30 – Guidi a Petra
  • – 20:00 – Arrivo a Petra per la cena al campo beduino
  • Giorno 2
  • – 07:00 – Colazione
  • – 08:00 – Visita Petra
  • – 14:00 – Pranzo in ristorante vicino a Petra
  • – 15:00 – Trasporto per l’attraversamento del ponte di Allenby.
  • – 18:30 – Passaggio di confine in Israele
  • – 21:00 – Arrivo a Gerusalemme.

Ci siamo davvero innamorati della Giordania e non vediamo l’ora di poterci tornare presto.

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